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Aforismi
Autore:
Se io potessi vivere un'altra volta la mia vita nella prossima cercherei di fare più errori, non cercherei di essere tanto perfetto, mi negherei di più, sarei meno serio di quanto sono stato, difatti prenderei pochissime cose sul serio. Sarei meno igienico,
correrei più rischi, farei più viaggi, guarderei più tramonti, salirei più montagne, nuoterei più fiumi, andrei in posti dove mai sono andato, mangerei più gelati e meno fave, avrei più problemi reali e meno immaginari.
Io sono stato una di quelle persone che ha vissuto sensatamente e precisamente ogni minuto della sua vita; certo che ho avuto momenti di gioia ma se potessi tornare indietro cercherei di avere soltanto buoni momenti.
Nel caso non lo sappiate, di quello è fatta la vita, solo di momenti, non ti perdere l'oggi.
Io ero uno di quelli che mai andava in nessun posto senza un termometro, una borsa d'acqua calda, un ombrello e un paracadute; e potessi vivere di nuovo comincerei ad andare scalzo all'inizio della primavera e continuerei cosà fino alla fine dell'autunno.
Farei più giri nella carrozzella, guarderei più albe e giocherei di più con i bambini, se avessi un'altra volta la vita davanti.
Ma guardate, ho 85 anni e so che sto morendo.
Jorge Luis Borges
C'erano una volta, in tempi molto lontani, degli uomini felici. Costituivano un popolo e vivevano in villaggi sparsi sull'altopiano, abitati da poche famiglie. Una di queste era formata da quattro persone, Timoteo e Margherita e avevano due bambini: Carlotta e Valentino. Erano davvero molto felici e avevano tanti amici.
Per comprendere fino a che punto fossero felici, occorre conoscere le abitudini dell'epoca in quella parte del mondo.
Ogni bambino, alla nascita, riceveva un sacco pieno stracolmo di caldimorbidi.
Non so dire però quanti ve ne fossero poiché non era possibile contarli. Erano interminabili. Quando una persona metteva la mano nel proprio sacco, trovava sempre un caldomorbido. I caldimorbidi erano molto apprezzati. Ogni volta che qualcuno ne riceveva uno, si sentiva caldo e morbido dappertutto.
Coloro che non ne avevano finivano immancabilmente per beccarsi qualche mal di schiena, poi si rattrappivano, a volte giungevano fino a morirne. All'epoca, però, era molto facile procurarsi dei caldimorbidi. Se qualcuno ne aveva voglia, ti si avvicinava e ti diceva: "Vorrei un caldomorbido!" Tu allora affondavi la mano nel tuo sacco per tirarne fuori uno grande quanto la mano di una bambina. Non appena il caldomorbido veniva portato alla luce, cominciava a sorridere e a schiudersi in un ampio e dolce caldomorbido.
Glielo ponevi allora sulla spalla, sulla testa o sulle ginocchia e lo vedevi raggomitolarsi teneramente contro la pelle donandogli una sensazione molto piacevole di benessere e calore su tutto il corpo.
La gente non finiva mai di scambiarsi i caldimorbidi e, poiché erano gratis, se ne potevano avere quanti se ne desideravano. Come d'incanto, la quasi totalità della gente viveva felice, nel benessere, e si sentiva calda e morbida.
Dico "quasi", perché c'era qualcuno che non era affatto contento di vedere le persone scambiarsi i caldimorbidi. E questo qualcuno era la malvagia strega Belzéfa. E devo dire, per correttezza d'informazione, che era anche molto arrabbiata. Tutti, infatti, vivevano talmente felici che nessuno comprava i suoi filtri né, tanto meno, le sue pozioni. Decise perciò che l'intera storia doveva finire e concepà un piano cosà malvagio che lei stessa se ne meravigliò.
Un bel mattino (ma sarebbe meglio dire: un triste mattino) Belzéfa si avvicinò a Timoteo che si beava nel guardare Margherita e Carlotta giocare gioiosamente e gli parlò all'orecchio. Sapete cosa gli sussurrò? Ve lo dico io:
­ "Osserva Margherita, quanti caldimorbidi regala a Carlotta! Sai … se continua cosà, senza ritegno, per te non ne resterà nemmeno uno!".
Timoteo dapprima fu incredulo e meravigliato:
­ "Vuoi dire che ogni volta che ne vorremo uno, non ci saranno più caldimorbidi nel nostro sacco?".
­ "Proprio cosà" - rispose Belzéfa - "Quando non ce ne saranno più, sarà finita!".
E se ne andò, sogghignando, sulla scopa.
In seguito, lentamente ma inesorabilmente, Timoteo cominciò a prendere la cosa molto sul serio e infine, ormai, ogni volta che Margherita regalava un caldomorbido a qualcuno che non fosse lui, temeva che non gliene sarebbero rimasti.
E se la strega avesse avuto ragione? Egli amava cosà tanto i caldimorbidi di Margherita e l'idea che potessero venirgliene a mancare lo impensieriva profondamente fino al punto di mandarlo su tutte le furie. Si mise perciò a sorvegliarla perché non sprecasse i caldimorbidi distribuendone copiosamente ai bambini o a chicchessia.
Giunse perfino a lamentarsi ogni volta che Margherita regalava un caldomorbido a qualcun altro. E siccome la moglie lo amava perdutamente, smise di offrire i caldimorbidi agli altri e li conservò per lui soltanto.
I bambini osservavano tutto questo e pensavano che non fosse bello rifiutare i caldimorbidi a coloro che ne domandavano o ne avevano desiderio. Ma a loro volta cominciarono a prestare molta attenzione ai propri caldimorbidi.
Sorvegliavano i genitori molto attentamente. E quando ritenevano che essi regalavano troppi caldimorbidi agli altri, se ne lamentavano. Erano preoccupati all'idea che li sprecassero.
In quel periodo la vita era molto cambiata nel paese di Timoteo e Margherita! Il piano diabolico della strega continuava a funzionare! Avevano davvero un bel cercare i caldimorbidi ogni volta che affondavano la mano nel loro sacco! Ogni giorno lo facevano un po' meno … ed ogni giorno diventavano un po' più avari del giorno prima.
Presto tutti verificarono la mancanza di caldimorbidi e ognuno si sentà sempre meno caldo e meno morbido.
Smisero di sorridere e di essere gentili, alcuni cominciarono a rattrappirsi, a volte qualcuno si spegneva per la mancanza di caldimorbidi. Cominciarono, cosà, a comprare filtri e pozioni dalla strega e continuarono ad andarvi sempre più spesso! Sapevano che ciò non sarebbe servito a nulla, ma non avevano trovato altri rimedi!
La situazione diventò sempre più grave. Tuttavia la malvagia Belzéfa non voleva che le persone morissero: una volta morte non avrebbero più potuto comprare nulla da lei!
Studiò, quindi, un nuovo piano.
Distribuà ad ognuno un sacco molto somigliante a quello dei caldimorbidi, salvo che questo era freddo mentre quello che conteneva i caldimorbidi era caldo.
In questi sacchi Belzéfa aveva messo dei freddipungenti.
Questi freddipungenti non rendevano coloro che li ricevevano caldi e morbidi, quanto, piuttosto, freddi ed astiosi. Ma era meglio di niente! Impedivano alla gente di rattrappirsi. A partire da quel momento, quando qualcuno diceva: "Vorrei un caldomorbido", coloro che temevano di esaurire la propria riserva di caldimorbidi rispondevano: "Non posso darti un caldomorbido, vuoi un freddopungente?".
A volte, due persone si incontravano pensando che si sarebbero offerte dei caldimorbidi, ma all'improvviso una delle due cambiava idea e alla fine si regalavano dei freddipungenti.
Da quel momento in poi, la gente smise quasi di morire, ma la gran parte era infelice, aveva freddo ed era astiosa. La vita diventò ancora più difficile!
I caldimorbidi, che all'inizio erano disponibili come l'aria che si respira, diventarono sempre più rari. Chiunque avrebbe fatto qualunque cosa per averne.
Prima dell'arrivo della strega spesso ci si riuniva in piccoli gruppi per scambiarsi i caldimorbidi, darsi piacere, senza valutare, senza preoccuparsi di chi avrebbe offerto o ricevuto di più. Dopo l'attuazione del piano di Belzéfa, restarono soltanto in due a conservare gelosamente i caldimorbidi l'uno per l'altro. Ma se, per caso, uno si sbagliava ed offriva un caldomorbido ad un'altra persona, si sentiva colpevole, sapendo che il compagno avrebbe sofferto della mancanza. Coloro che non trovavano nessuno da cui farsi donare i caldimorbidi, erano costretti a comprarli e dovevano lavorare lunghe ore per guadagnarli.
I caldimorbidi erano diventati cosà rari che certi prendevano dei freddipungenti che, loro sà, erano numerosi e gratuiti. Li ricoprivano di piume un po' morbide per camuffare il pungente e li facevano passare per caldimorbidi.
Ma i falsi caldimorbidi complicavano la situazione. Per esempio, quando due persone si incontravano e si scambiavano dei falsi caldimorbidi, nell'aspettativa di sentire un dolce calore se ne rallegravano in anticipo, ma, al contrario, subito dopo si sentivano molto male.
Poiché infatti credevano di essersi donati dei caldimorbidi, non comprendevano più cosa stesse loro accadendo.
Ovviamente, come rendersi conto che quelle sensazioni spiacevoli erano provocate dai freddipungenti camuffati da caldimorbidi?
La vita era davvero triste! … Timoteo ricordava che tutto aveva avuto inizio nel momento in cui Belzéfa aveva fatto loro credere che in un futuro al quale non avevano mai pensato, avrebbero trovato i loro sacchi disperatamente vuoti.
Ma ascoltate ciò che accadde.
Un bel dà (e questa volta davvero!) arrivò nel triste paese una giovane donna gaia ed espansiva, dalle forme generose.
Sembrava che non avesse mai sentito parlare della strega malvagia e distribuiva caldimorbidi in abbondanza senza alcun timore di restarne senza.
Ne offriva gratuitamente anche senza che nessuno gliene domandasse. La gente la chiamò Giulia "Dolcedolce", ma alcuni la disapprovavano perché insegnava ai bambini a regalare i caldimorbidi senza avere paura di restarne privi.
I bambini l'amavano molto, perché stavano bene con lei.
Anche loro si misero a distribuire nuovamente i caldimorbidi a piacimento.
Gli adulti erano inquieti e decisero di far approvare una legge di protezione dei bambini ed impedire loro di dissipare i propri.
Tale legge sanciva il divieto di distribuire caldimorbidi a destra e a manca. Ormai per regalare i caldimorbidi bisognava avere un permesso speciale.
Nonostante il divieto, molti bambini continuarono a scambiarsi i caldimorbidi ogni volta che ne avevano voglia e che gliene chiedevano.
E poiché c'erano molti, molti bambini, quasi quanto gli adulti, sembrava che i bambini avessero la meglio.
A tutt'oggi non è ancora possibile immaginare come andrà a finire …
È possibile che gli adulti con la loro legge stiano per bloccare la spensieratezza dei bambini? Oppure stanno per decidersi a seguire l'esempio della giovane donna e dei piccoli e correre il rischio, supponendo che ci saranno sempre tutti i caldimorbidi che si desiderano? Si sovverranno dei giorni felici che i loro bambini vogliono ritrovare? … Del tempo in cui i caldimorbidi esistevano in abbondanza perché li si regalava senza contarne?
Claude Steiner
L'esperienza non è ciò che ti accade ma ciò che fai con quello che ti accade.
Anonimo
L'intelligenza non è situata solo nel cervello, ma in cellule distribuite in tutto il corpo.
Candace Pert
Il minor danno
Come il corpo decide dove esprimere il suo malessere?
A differenza di una mente che può essere dominata quasi esclusivamente da motivi estetici o narcisistici, un organismo tiene conto di innumerevoli fattori e alla fine sceglie in base a principio del minor danno possibile col massimo vantaggio di espressione possibile.

Questo è il motivo per cui nel bambino una tensione per la comparsa di un fratellino si manifesta inizialmente a livello comportamentale sotto forma di aggressività. Se gli viene comunicato che è sconveniente, il suo organismo fa la seconda scelta meno costosa: scarica sulla pelle. Però dei genitori perfezionisti potrebbero voler eliminare questa espressione, che reputano un inestetismo, con un rimedio cosà potente (ma, in verità, sopprimente) da rimandarla indietro. Al che l'organismo dovrà fare una terza scelta, meno vistosa, ma più dannosa in quanto più interna, per esempio scatenando una crisi d'asma o un'otite.
Jader Tolja
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