Introduzione storica ed evoluzioni della Programmazione Neurolinguistica

Da un punto di vista epistemologico, la Programmazione Neurolinguistica deve il proprio corpo a molte delle discipline psicologiche nate a partire dagli ultimi anni dell’ottocento.
Possiamo individuare già in alcuni studiosi dell’epoca accenni che mostrano un riferimento netto alla PNL.

William James (1842-1910), fu tra i primi filosofi a parlare di psicologia: “[1]…Compito della psicologia è lo studio della vita mentale di cui si analizzano i fenomeni e le condizioni in cui essi avvengono” e ancora “…L’essere umano non è solo il frutto della ragione e del pensiero, ma anche dell’emozione e dell’azione; l’intelletto subisce l’influsso degli aspetti fisiologici del corpo, così come la ragione quello di esigenze diverse. La funzione cognitiva è un perfezionamento dell’organizzazione percettiva afferente il cui sistema è alla base dell’istinto, dell’emozione e dell’azione volontaria”. James stimola in questo modo lo studio dell’individuo attraverso l’utilizzo dell’introspezione.

Sulla base di questo invito [2]Harvey A. Carr (1873-1954) sviluppò, all’interno del funzionalismo, un nuovo metodo basato sull’osservazione dei comportamenti umani atti a produrre, o meno, il raggiungimento di un obiettivo. Nel 1905 Edward L. Thorndike (1874-1949) evolve il concetto e stabilsce, nella legge dell’effetto, che “gli atti che in una data situazione producono soddisfazione finiscono con l’essere associati a quella situazione cosicché, quando essa si ripresenta, vi sono maggiori probabilità che gli stessi atti vengano ripetuti rispetto al passato: ciò significa che il comportamento implica una scelta. La risposta appresa è quella che soddisfa uno stato di “bisogno” dell’animale relativo alla situazione specifica.” Secondo Thorndike, i processi psichici sono “connessioni” che nascono tra le situazioni e le risposte. La PNL amplierà notevolmente l’argomento attraverso lo studio delle strategie di comportamento.
I pensieri di Carr e di Thorndike saranno inoltre ampliamente ripresi dai ricercatori della PNL e ridefiniti col processo di modellamento.

Nel 1902, [3]Ivan P. Pavlov (1849-1936) analizza, su basi fisiologiche il comportamento degli animali e realizza un trattato sull’importanza dell’apprendimento sulla base del condizionamento esterno. Più tardi la PNL utilizzerà questi concetti nell’utilizzo delle tecniche sull’ancoraggio.

Con l’avvento della teoria della Gestalt, (1920-1930), furono posti in evidenza altri aspetti che la PNL utilizzò nelle tecniche in ambito psicoterapeutico. Il concetto di base è che [4]“i soggetti percepiscono ponendo delle relazioni tra gli elementi dell’esperienza e riconoscendo in essa delle strutture o organizzazioni privilegiate”.

[5]Nel 1941, Alfred Korzybsky menziona la Neurolinguistica come un’area di studi relativa alla Semantica Generale, definendola come chiave fondamentale per comprendere il ruolo ed i limiti che il linguaggio possiede nella costruzione delle cosiddetta “mappa individuale”. Da qui la differenziazione tra “mappa”, ossia l’interpretazione soggettiva e “territorio” l’interpretazione oggettiva.

Un grande contributo alla PNL provenne dagli studi sul comportamento prodotti da [6]Konrad Lorenz (1965) e, successivamente, da George A. Miller, esponente del cognitivismo (1951). Fu quest’ultimo a stabilire la stretta relazione tra i processi interni all’organismo e il linguaggio che ne è l’espressione: [7]“anche le abilità complesse, come il linguaggio, possono essere spiegate in termini di sequenze periferiche di associazione di stimoli…potenzialmente tutto il comportamento è pianificato centralmente proprio come un computer che è programmato per svolgere certe operazioni.”

Un contributo molto importante alla Neurolinguistica viene fornito da Noam Chomsky, che nel 1957 introduce la Grammatica Trasformazionale, un approccio che, attraverso un uso strutturato del linguaggio, consente di comprendere al meglio la realtà soggettiva.

Quello della Programmazione Neurolinguistica è pertanto un campo di studi antico che si avvale di teorie proposte nel corso degli studi sulla psicologia umana. La PNL non ha scoperto nulla, ma ha di fatto strutturato questi studi in processi applicativi pratici e pronti all’uso, veri e propri strumenti di lavoro utili per diverse applicazioni. Alla base pone il desiderio di esplorare i processi di apprendimento che influenzano il comportamento umano.

In riferimento a questo aspetto, si deve al lavoro di [8]Paul Broca, neurochirurgo francese e Carl Wernicke, medico tedesco, un grande riconoscimento da parte della PNL. A metà del 1800 e a distanza di alcuni anni l’uno dall’altro, localizzarono il meccanismo neurologico umano sottolineando come il cervello immagazzini e percepisca il linguaggio in parti specifiche dell’emisfero sinistro. Più tardi A.R. Luria approfondisce l’argomento fino a specificare che sono persino alcune precise parole ad influire su particolari parti del cervello.

[9]La PNL nasce ufficialmente nel 1976 negli Stati Uniti d’America presso l’Università della California, a Santa Cruz, da John Grinder, un linguista e da Richard Bandler, matematico e studioso della teoria della Gestalt, entrambi con il proposito di rendere espliciti i modelli di eccellenza umani.

Seguendo il principio del modellamento furono studiati i comportamenti di famosi psicoterapeuti: Fritz Perls, teoria della Gestalt, Virginia Satir, psicoterapia familiare e Milton H. Erickson, ipnoterapia.

La PNL amplia ulteriormente il concetto di realtà soggettiva secondo il quale ogni comportamento umano è frutto di un legame attivo che avviene tra linguaggio e sistema nervoso. Infatti, attraverso questa integrazione l’individuo attua dei veri e propri algoritmi anche definiti col nome di programmi. L’obiettivo della PNL a questo punto si dichiara nello studio della struttura dell’esperienza soggettiva.

Nel 1976 Robert Dilts definisce la PNL come un approccio cibernetico allo studio del comportamento umano. La tipicità consiste nell’osservare la differenza che fa la differenza nel modo in cui un individuo produce la propria esperienza al fine di renderla disponibile ad altri esseri umani.

Bandler e Grinder hanno sviluppato svariati modelli in collaborazione con altri colleghi e studenti come: Leslie Cameron-Bandler, Judith DeLozier, Robert Dilts, David Gordon, Frank Pucelik, Byron Lewis, Jim Eicher, Maribeth Myers-Anderson e Stephen Gilligan.

Altri sviluppatori si sono susseguiti nel tempo integrando altri modelli. Per citarne alcuni: Steve and Connirae Andreas, Todd Epstein, Tim Hallbom, Suzy Smith, Ed and Maryann Reese, Tad James, Wyatt Woodsmall, Sid Jacobson, Antony Robbins, William D. Horton ed altri.

Ad ogni modo, la PNL è un sistema aperto, questo significa che è in continua evoluzione. Un esempio di ciò lo si può individuare nel lavoro svolto alla fine degli anni ’80 da Judith DeLozier e da John Grinder riguardo il cosiddetto New Code ispirato al lavoro di Gregory Bateson (Verso un’ecologia della mente, Adelphi 1972). Con il [10]New Code si esce dal concetto di analisi del solo soggetto (Classic Code) per integrarvi anche ciò che lo circonda e che lo rende attivo nell’ambiente.

Sulla scia del lavoro di Judith DeLozier e di John Grinder, Robert Dilts e Todd Epstein svilupparono il concetto di [11]Systemic NLP che, nel tener conto della teoria di Bateson, porranno accento al concetto di ecologia, integrando così nella PNL la cura attenta al benessere generale. L’ecologia intesa da Dilts sottolinea i vantaggi che possono essere raggiunti da un comportamento a patto che questo sia vantaggioso per tutti gli elementi che costituiscono il sistema: se stessi, gli altri e l’ambiente.

Sviluppi della PNL
La tendenza della PNL, soprattutto alla luce del lavoro svolto negli ultimi anni, è quella di andare verso una filosofia comune dei valori contenuti nella PNL Sistemica. A tale proposito Robert Dilts ha realizzato un progetto di scala mondiale nel quale far confluire tutte le organizzazioni che desiderano produrre una crescita in virtù del concetto sistemico.

Questo progetto vede la partecipazione di decine di Istituti nel mondo e Lexis ha deciso di esserne parte integrante.
La PNL è di per sé un modello che studia i modelli o, cosiddetti, programmi creati dalle interazioni che avvengono tra linguaggio, mente e corpo.
Dal punto di vista della PNL è l’interazione di questi aspetti a determinare un comportamento vincente o perdente, piuttosto che lo stato di equilibrio e di salute di ogni individuo.

Molte delle tecniche della PNL sono derivate dall’osservazione di comportamenti umani definiti di eccellenza, modelli che possano servire da esempio per altri individui, ecco perché si parla spesso di modellamento. Il campo di applicazione non conosce quindi alcun limite: comunicazione, lavoro, arte, psicoterapia, educazione ecc…

La Programmazione Neurolinguistica è pertanto una scienza del comportamento che prevede:
- Un’ Epistemologia - un sistema di conoscenze.
- Una Metodologia - un sistema di processi e procedure per l’applicazione della conoscenze.
-
Una Tecnologia - accessori che aiutano l’applicazione della conoscenze.

La PNL possiede presupposti che rendono univoche le interpretazioni di ciò che è osservabile tanto da poterle inserire in un processo pragmatico testabile, applicabile e ripetibile. In questo modo le persone possono comprendere la propria situazione di partenza in virtù di un nuovo punto di arrivo determinato dal cambiamento.

Dopo aver dato una maggiore chiarezza sulle origini e sugli sviluppi della Programmazione Neurolinguistica, è doveroso spiegare come apprendere la PNL. Sicuramente i libri possono dare un aiuto nell’acquisire i concetti teorici, ma è attraverso il processo esperienziale che si attua un apprendimento completo. Probabilmente la cosa più interessante della PNL è la sua praticità. I concetti ed i programmi di formazione enfatizzano l’immediatezza che proviene dall’esperienza diretta durante il training, cosicché le tecniche possano effettivamente essere comprese e fatte proprie.



[1] Luciano Mecacci , Manuale di Psicologia Generale. p28

[2] Ibidem p.32

[3] Ibidem p.18

[4] Ibidem p.36

[5] Robert Dilts, Judith DeLozier, Encyclopedia of Systemic Neurolinguistic Programming and NLP New Coding. p.577

[6] Luciano Mecacci , Manuale di Psicologia Generale. p. 44

[7] Ibidem p.47

[8] Ibidem p.209

[9] Robert Dilts, Judith DeLozier, Encyclopedia of Systemic Neurolinguistic Programming and NLP New Coding. p.849

[10] Ibidem p.881

[11] Ibidem p.1373

Contattaci | © 2004-07 Lexis s.r.l. | Politica sulla Privacy